Modello di presa in carico psicologica

DESTINATARI:

• Ragazzi e ragazze adottati e alla ricerca delle origini

• Nuclei familiari

PROFESSIONISTI CHE EROGANO IL SERVIZIO:

• Psicologi regolarmente iscritti all’Albo con esperienza nel sociale e nel settore della multiculturalità

PREMESSA:

Il ritorno alle origini rappresenta un percorso di scoperta, interiore ed esteriore, e predispone il soggetto a scenari nuovi e ad emozioni forti che possono creare timori o disagi inaspettati. Per questo motivo si è pensato di costruire un percorso di sostegno e supporto psicologico, individuale e non, per consentire a chi si trova in una fase tanto delicata della propria vita di affrontare la ricerca delle origini in piena consapevolezza e coscienza.

FASE 1

-L’origine immaginata

Tutti i figli adottivi fantasticano su come sarà la famiglia d’origine sia fisicamente che caratterialmente, facendo una sorta di matching tra le proprie caratteristiche. Il supporto psicologico serve in questa situazione ad accompagnare all’elaborazione di questo processo immaginativo. Molto spesso accade di immaginare una situazione precisa. Quello che però può accadere è credere che tutto ciò che si immagina possa poi trovare riscontro nella realtà, in ciò lo psicologo prepara il ragazzo a considerare diversi scenari e a trovare forza nelle sue risorse affinché ci sia una piena consapevolezza anche in scenari diversi dall’immaginato. Il supporto psicologico aiuta a riconoscere e a prevenire un eventuale disagio, senza caricarlo di responsabilità ed eccessive aspettative. Un tema principale da individuare in questa fase è quello di Identità e la declinazione di ogni suo aspetto. TEMPI PREVISTI: non definibili

MODALITA’ di INTERVENTO: colloqui psicologici individuali con il/la ragazzo/a

FASE 2

-L’ascolto

Indispensabile alla luce di una richiesta di recupero delle origini è la motivazione, considerata come la principale attività che orienta il comportamento dell’individuo. Tale predisposizione interiore, definibile anche come bisogno, pulsione o un desiderio, mette in moto dei comportamenti diretti a obiettivi specifici. La motivazione può essere dettata sia da fattori intrinseci che da fattori estrinseci alla persona, è indispensabile valutarlo e restituirlo. La fase dell’analisi della domanda è fondamentale, apre a moltissimi scenari e cela emozioni e sentimenti spesso in contrasto. I ragazzi adottati temono di creare spaccature nell’assetto familiare e credono di ferire i genitori adottivi nel palesare tale bisogno, in ciò lo psicologo aiuta a traghettare tali richieste costruendo un canale di comunicazione assertivo, non giudicante e accogliente per consentire l’ascolto e il contenimento.

TEMPI PREVISTI: non definibili

MODALITA’ DI INTERVENTO: colloqui psicologici individuali con il/la ragazzo/a

FASE 3

-Il confronto

In questa fase si offre un luogo sicuro di apertura e confronto in cui invitare la famiglia per comunicare la volontà di ricerca delle origini e insieme allo psicologo comunicare e verbalizzare le emozioni insite in questo percorso. Lo psicologo offrirà e aiuterà a veicolare e mettere in circolo sentimenti e “non detti” specifici che rischiano di ferire o creare timori e incertezze. Vista la difficoltà di questa fase si cercherà di costruire una struttura familiare supportiva e resistente, capace di sostenere il difficile percorso che il giovane si appresta a compiere. La famiglia risulta indispensabile e come elemento principe crea un porto sicuro a cui approdare di ritorno dall’ignoto.

TEMPI PREVISTI: non definibili

MODALITA’ DI INTERVENTO: colloqui di supporto al nucleo familiare

FASE 4

-Il ritorno

In questa fase si rielabora la scoperta delle origini, si affronta il tema del viaggio, dei vissuti emotivi e si parla del confronto tra immaginato e reale, si realizza il lascito di tale percorso e tutto ciò che ha provocato, nel bene e nel male, senza cercare per forza la felicità ma accettando tutti i vissuti, come ricchezza e con soddisfazione. In questa fase il ragazzo che ha scoperto le sue origini può temere la condivisione di tale percorso con i suoi genitori adottivi, pensando di arrecare dolore o creare disagi, lo psicologo si rende disponibile a facilitare tale condivisione e creare uno spazio sicuro di condivisione, anche attraverso immagini e simboli rappresentativi del percorso.

TEMPI PREVISTI: non definibili

MODALITA’ DI INTERVENTO: colloqui psicologici individuali e di gruppo

Le fasi sopra elencate sono puramente indicative di un percorso, ma intendendo gli esseri umani come tutti unici e differenti, lo psicologo che effettua la presa in carico, sarà in grado comprendere gli strumenti, i tempi e le modalità di intervento in modo assolutamente personalizzato, a tutela del benessere e della salute del beneficiario degli interventi.

PSICOLOGA

Dott.ssa Adelaide La Verghetta